Kayak

Sono passati parecchi anni, quando ci ripenso fa un effetto strano ma voglio ricordare tutto e raccontarvi un po come quella pagaia sia finita appesa sul muro della mia cameretta...


Tutto ebbe inizio nell'aula di una scuola media, io sedevo insieme ai compagni in attesa che la prof di educazione fisica arrivasse e ci facesse uscire, mi piaceva lo sport fino ad allora quasi tutto il mio tempo libero lo spendevo facendo sport con i miei amici; sentimmo aprire la porta, era lei "ovviamente" ma prima di fare le solite cose aveva da darci dei volantini con l'immagine di alcuni ragazzi seduti dentro delle canoe. Nella mia vita non avevo mai pensato alla canoa come uno sport fattibile, chi avrebbe immaginato che dopo qualche tempo ci sarei stato io su quel volantino...

Lo sport non costruisce la personalità. La rivela.

Il Giorno dell'appuntamento indicato dal volantino arrivò e io mi presentai in costume e cappellino rosso in un posto che credo di poter definire come un cimitero navale, tutt'ora non capisco che cosa facciano li, lungo la battigia qualcuno aveva disposto una fila di canoe colorate con le pagaie infilate dentro e in lontananza vidi un signore che spiegava a dei ragazzi come si comincia ad andare in canoa; questo voleva dire che come al solito ero in ritardo :) quindi mi feci dare la versione breve e presi una canoa.


Woooow bellissimo, in pochi minuti colorammo quel pezzo di mare con le canoe e in fila indiana cominciammo a pagaiare ascoltando i consigli del maestro sul gommone. Inutile dire che mi innamorai di questo sport e il giorno dopo con il mio cappellino mi ripresentai li, e anche quello dopo ancora. Con l'allenamento diventavo sempre più bravo e facevo un sacco di nuove amicizie. Arrivarono anche le prime gare e quella marmaglia di ragazzini iniziava a sembrare sempre più una vera squadra. Crescemmo tutti insieme facendo trasferte, allenamenti e gare.

(Qualcuno ogni tanto aveva voglia di fare esperimenti)

Gli anni passavano e noi del gruppo rimasto ci sentivamo sempre più una famiglia che ogni giorno si incontrava in una palestra che si era trasformata in una seconda casa. Con noi si allenava un ragazzo più grande Davide che presto prese il posto di Cosimo come nostro allenatore...


Potrei continuare a scrivere per ore ma questo non è un libro, è solo l'inizio di una storia che mi ha cambiato la vita e di cui ancora non conosco il finale. Vi basti sapere che la pagaia appesa al muro non esiste e che io rimarrò un canoista per sempre!